Il prossimo 19 marzo sarà un’ottima occasione per celebrare assieme il ruolo

IMPORTANTISSIMO del papà all’interno della famiglia.

 

La ricorrenza italiana è associata a San Giuseppe, padre putativo di Gesù. I paesi di tradizione cattolica seguono questa indicazione. Avete mai riflettuto su cosa ha fatto Giuseppe? Ha scelto in moglie una vergine, ne ha accudito il figlio. L’ha protetto dalla persecuzione, fuggendo di notte in Egitto; lo ha lasciato andare via precocemente ! Un papà che si è immolato per il figlio!

Anche le ricorrenze internazionali ci raccontano di veri e propri eroi! Le origini storiche risalgono a 4000 anni fa, all’epoca dei babilonesi, quando si narra che un giovane incise su una pietra un augurio di buona e lunga vita all’amato padre. Invece, l’ufficializzazione della celebrazione, si deve a una giovane americana, Sonora, che mentre ascoltava il sermone nel giorno della festa della mamma, decise di far conoscere a tutti quanto per lei fosse stato importante e fondamentale il suo papà, che dopo la morte della madre, a causa dell’ultimo parto naturale, aveva cresciuto da solo sei figli. Sonora voleva celebrare il coraggio, l’altruismo e l’amore di questo super papà.

Oggi, il padre, ha abbandonato il ruolo assegnatogli da Freud, di uomo castrante e punitivo nei confronti dei figli. Ritroviamo, invece, temerari e coraggiosi papà presenti a lavoro, al supermercato, al parco, a scuola e a casa ogni volta che c’è bisogno di loro!

Ricordiamo quelle situazioni di assenza della mediazione materna in cui i padri assumono completamente le funzioni di accudimento e di soddisfacimento di tutti i bisogni dei figli . Affidi monoparentali, situazioni in cui la madre è assente, trascurante o affetta da patologie psichiatriche.

Anche il ruolo legislativo dei papà, a oggi, è stato rivisitato. Grazie alla sensibilizzazione scientifica, sul tema della paternità, il D.L. 54/2006, concede, e quindi riconosce, a padri e madri pari diritti in caso di separazione: l’affidamento del minore è congiunto.

Per quanto attiene la psicologia, agli inizi degli anni ottanta, i ricercatori di Losanna definirono, finalmente, il concetto di triangolo primario: la famiglia fu vista come unità, un insieme triadico: Il padre non è semplicemente la luce che illumina la diade madre -bambino ma è, assieme a loro, l’essenza di un quadro in cui ogni singola parte ha senso solo in relazione alle altre”.

Anche la teoria sistemico-familiare evidenzia il ruolo essenziale del padre come fondante per il benessere del sistema famigliare: attraverso la sua capacità di infondere fiducia e sicurezza genera protezione e favorisce il normale sviluppo del ciclo di vita. Il neonato, per un certo periodo dopo la nascita, vive in un rapporto di dipendenza molto stretto con la madre, la quale, avrà la necessaria funzione di contenitore fisico ed emotivo del bambino. A sua volta, il papà, conterrà emotivamente e fisicamente la madre e il bambino: sarà il “contenitore del contente” e questa funziona sarà fondamentale per un sano sviluppo della famiglia.

Ugualmente, la filosofia, con Galimberti ha affermato che “Un padre è il custode prediletto della maternità” , che trova rassicurazione e serenità nella disponibilità e nella collaborazione del papà del loro bambino.

La presenza di un padre per un figlio è un tesoro prezioso, ed è stato dimostrato che la loro relazione favorisce il benessere psicologico per entrambi.

Andolfi ci spiega come, quando i bambini sono piccoli, attraverso il gioco con il papà, il contatto fisico, il fare assieme, si ha la possibilità di conoscersi meglio, si veicolano molte informazioni: si scoprono risorse e qualità, le preferenze ma anche le difficoltà e le debolezze. Aumenta la confidenza e la solidarietà e si genera un clima di fiducia e di dialogo.

Durante l’adolescenza dei figli, se un padre è “periferico”, cioè assente o emotivamente non presente, i figli presentano maggiore tendenza all’abuso di alcool e droghe, più gravi problemi psichiatrici, minore capacità di cooperare e socializzare, una propensione maggiore a condanne per atti violenti e maggiori tendenze suicidarie .

Diversamente dal passato, attualmente, i papà partecipano molto più attivamente alla vita dei loro figli, in modo sia concreto che emotivo, già durante il periodo di preparazione al parto per la donna. Questo aspetto è importante perché, come afferma Badolato, la testa dell’uomo è “gravida” di pensieri ed emozioni mai provate prima, nelle quali è difficile fare ordine. L’attesa dei nove mesi diventa un elemento indispensabile, anche per lui, per trasformarsi per il futuro nascituro. In passato, invece, gli uomini diventavano padri nell’attimo in cui prendevano in braccio il piccolo appena nato.

Per quanto riguarda il compito, tanto dibattuto, delle regole, oggi i padri non sono più detentori dell’autorità famigliare, come un tempo. Nelle nuove forme di famiglia, madre e padre giocano ruoli e funzioni diversi e complementari, che possono interscambiarsi secondo le esigenze reciproche. Scabini parla di ruolo normativo esplicito del padre: “pallido ed evanescente”; c’è ma non si vede, è nascosto.

E’ evidente che, nella nostra epoca, essere padre è diventato più difficile! Così, ascoltiamo racconti di papà super impegnati a volte impacciati e buffi. Perché il padre di cui parliamo è un padre umano e vulnerabile.

Oggi, scrivo quest’articolo, perché voglio inneggiare al loro coraggio! E’ stato dimostrato che l’amore dei papà per i figli è importante tanto quello delle madri e questo deve essere il motore motivazionale che vi spinge, papà, a essere sempre più presenti nella promozione della cura dei vostri bambini!

Attraverso questo scritto, che omaggia la ricorrenza della festa del papà, faccio un appello a tutti quei padri che si confrontano con le incertezze e i dubbi che possono derivare dallo scegliere consapevolmente di assumere questo ruolo, così meraviglioso quanto complesso. Non bisogna fuggire dalle proprie debolezze ma trovare il coraggio di trasformarle in forza. Bisogna evitare di non sentirsi all’altezza e concedersi, invece, il permesso di chiedere aiuto, tutte le volte in cui se ne ha bisogno!

Bisogna sostenere a livello sociale e istituzionale le trasformazioni attuali della famiglia, senza rischiare di perdere i papà!

Ritrovare il padre significa ritrovare il senso profondo della vita, perché senza un’origine non può esserci identità!

Auguri a tutti i papà!

Ai padri biologici e a quelli adottivi, a quelli che ci sono ma anche a quelli che non ci sono più.

Auguri al padre interno che è in ognuno di noi.

Dott.ssa Antonella Rocco