L’attacco di panico, come una spia o un campanello di allarme, ci sta segnalando che il nostro organismo necessita di carburante vitale del quale siamo in riserva: l’ascolto di noi stessi.

Cos’è un attacco di panico?

Ciò che in concreto accade è lo scatenarsi un disagio psicofisico profondo, che in circa 10 minuti raggiunge la massima intensità e scompare più o meno dopo 30 minuti. Questi episodi, non sono prevedibili e possono innescarsi in qualsiasi momento.

L’esperienza dell’attacco di panico ci dà la sensazione di un imminente pericolo, con una percezione di un rischio immediato per la nostra vita che, all’apparenza, sembra non esista.

In realtà, quello che voglio raccontarvi oggi, è che non è del tutto così.

Una causa scatenante c’è, ma non arriva dall’esterno, bensì da dentro di noi.

Ciò che realmente fa l’organismo è rispondere a uno stimolo inconscio, e producendo adrenalina e noradrenalina predispone ad una reazione “salva vita” di attacco e fuga.

La domanda è: fuggire da chi o da cosa?

Quello che vorrei comunicarvi, prima di tutto, per chi è vittima degli attacchi di panico, è che:

  • è possibile trattare gli attacchi di panico
  • non c’è nulla di sbagliato in te
  • non sei solo

I sintomi che il nostro organismo produce, finalizzati a richiamare l’attenzione e “metterci in allarme”, ci stanno dicendo che, al di la della nostra percezione conscia, non siamo ne felici ne sereni come crediamo di essere.

Nella società contemporanea c’è la tendenza a conformarsi maggiormente ai nostri doveri e non ai nostri desideri. Questo implica uno scarto profondo da colmare tra ruoli e obblighi a cui attenersi e le nostre reali esigenze di benessere.

E’ così che si da poco spazio alle nostre emozioni più vere che devono essere represse per conformarsi a una vita fatta non di scelte ma di “obblighi”.

Invece che soffermarci a riflettere su questi BISOGNI, decidiamo di difendercene, proviamo ad annullarli, attraverso una negazione profonda.

In sostanza l’attacco di panico può essere visto come un messaggio, un allarme, da ascoltare, da parte del nostro inconscio, della nostra parte più vera e autentica, che è la nostra personalità profonda, la quale ci sta dicendo che ci stiamo dimenticando di qualcosa di veramente importante: noi stessi.

L’ipotesi, quindi, è che l’attacco di panico sia correlato a difficoltà di espressione dei nostri contenuti emotivi; conseguentemente si genera l’incapacità a gestire l’iperarousal psicofisiologico: i sintomi.

La persona è impossibilitata a riconoscere e gestire la sua risposta alla stimolazione di natura emozionale perché confonde quel vissuto con uno stato di allarme solo organico a cui risponde con angoscia (risposta attacco e fuga) per sopravvivere all’ipotetico pericolo.

Il soggetto, interpreta i segnali fisiologici di attivazione come gravemente minacciosi per la propria incolumità e per difendersi, prova in tutti i modi a contrastare e annullare l’attivazione fisiologica sperimentata, ma questa soluzione non è efficace.

Chi soffre di attacchi di panico generalmente evidenzia:

  • Una stima di se bassa e possiede poca fiducia in se stesso
  • Difficoltà a esprimere rabbia e disaccordo
  • Compie scelte fondamentali per compiacere gli altri
  • Sente di dover raggiungere gli obiettivi ad ogni costo

E’ consigliabile imparare a:

  • Esprimere rabbia e sentimenti negativi incanalandoli adeguatamente verso l’esterno
  • Permettersi di seguire i propri desideri senza sentirsi in colpa
  • Tollerare le incertezze della vita e la nostra vulnerabilità
  • Sapersi voler bene per quelli che si è

Nella vita di tutti i giorni ci si sente costantemente sotto pressione e si ha la sensazione di “perdere il controllo”, un controllo che vorremmo avere su tutto!

Invece dobbiamo accettare la nostra vulnerabilità e la nostra “non onnipotenza”, dobbiamo tollerare le normali e inevitabili frustrazioni che la vita ci riserva.

 

Sintomatologia secondo il DSM-V

(Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali)

Chi soffre di Attacchi di Panico sperimenta, contemporaneamente, almeno 4 dei seguenti sintomi:

  1. palpitazioni/tachicardia
  2. dolori o fastidi al petto
  3. sudorazioni
  4. brividi o vampate di calore
  5. fame d’aria
  6. sensazione di soffocamento
  7. tremori
  8. nausea
  9. mancanza di equilibrio, vertigini
  10. sensazioni di formicolio o intorpidimento
  11. sensazioni di irrealtà
  12. paura di perdere il controllo o diventare matto
  13. paura di morire

Secondo l’OMS circa un terzo della popolazione mondiale ne soffre.

La patologia, che rientra nei “Disturbi d’Ansia”, è invalidante poiché influenza in modo profondo e negativo la nostra quotidianità facendoci perdere sempre di più la gioia di vivere, costringendoci aa rinunciare a tante situazioni di socialità, e facendo della paura la nostra compagna costante.

 

Qual’è la soluzione?

Tutto ciò richiede la necessità di chiedere aiuto a uno specialista, uno psicoterapeuta, che attraverso una terapia può alleviare tale disagio psichico e migliorare qualitativamente aspetti della nostra vita così invalidanti. Paziente e psicoterapeuta, insieme, potranno indagare il valore e la funzione del sintomo rappresentato dall’attacco di panico.

Il Training Autogeno, come tecnica di rilassamento, rende possibile la gestione dell’ansia e dello stress e quindi lo consiglio vivamente.

Il farmaco può essere utile, ma solo se inserito all’interno di un trattamento più complesso che preveda inevitabilmente la presenza di uno psicoterapeuta.

La finalità sarà di ritrovare la propria autenticità, togliendoci le pesanti maschere indossate fino ad oggi e, abbandonando i ruoli a cui ci siamo sentiti costretti, sentirci di nuovo padroni della nostra vita e non vittima di essa.

La vita è un’esperienza meravigliosa, non perdertela!

Curiosità

La parola panico ha origini greche, nello specifico nel “dio Pan”, mezzo uomo e mezzo caprone. Egli appariva improvvisamente sul cammino altrui, seminando terrore, per poi scomparire velocemente. Chi lo incontrava restava in uno stato d’impotenza, incapace di spiegare l’accaduto.

 

Dott.ssa Antonella Rocco

Psicologa – Psicoterapeuta

Operatrice Certificata per il Training Autogeno