Corso di TRAINING AUTOGENO

Training Autogeno ed equilibrio personale

Impara a gestire e ridurre ansia e stress

e ritrova il tuo benessere personale

 

Il corso prevede otto incontri a cadenza settimanale, della durata di un’ora ciascuno, in orario serale, durante i quali si apprenderà la Tecnica che poi sarà utilizzata dai partecipanti in modo del tutto autonomo, per sempre.

L’inizio del corso sarà a ottobre, al raggiungimento del numero minimo di iscritti.

Il corso è a numero chiuso (max. 10 allievi) e per questo prevede la prenotazione obbligatoria e l’iscrizione prima dell’inizio degli incontri.

Il costo è di 200 euro a partecipante. È possibile ricevere uno sconto del 25% se porti un “amico”.

È previsto un colloquio preliminare necessario a comprendere i bisogni personali di ciascuno e a  a fornire alcune informazioni tecniche iniziali.

Per prenotazioni e iscrizioni chiamami al 340.5197505

Il Training Autogeno è una tecnica riconosciuta e comprovata scientificamente dal mondo medico da più di 100 anni, utilizzata per ri-equilibrare e armonizzare mente e corpo.

Agisce migliorando la tensione muscolare, quella viscerale, l’attività cardiaca, respiratoria e  la funzionalità vascolare.

Può aiutare le persone nella vita di tutti i giorni a conservare il proprio stato di benessere, oppure permette di alleviare e risolvere alcuni disagi psichici e tutti i problemi di ordine psicosomatico; è efficace per superare le abitudini negative come il fumo o l’alcool. Non esistono controindicazioni. Il training Autogeno è utile a chiunque, sempre.

Per saperne di più e per ulteriori approfondimenti LEGGI IL MIO ARTICOLO, oppure contattami.

Dott.ssa Antonella Rocco

Psicologa – Psicoterapeuta

Operatrice certificata di Training Autogeno


INVITO

Un omaggio a tutti i papà per la loro festa

Un invito per un

Primo colloquio di consulenza gratuita

 

In occasione della festa del papà, sarà possibile prenotare un primo colloquio psicologico gratuito.

L’evento è organizzato per la giornata del 20 marzo.

Occuparsi della felicità dei figli è sicuramente una gioia infinita ma costa anche fatica: spendersi completamente per loro.

Ritengo che, concedersi uno spazio di sostegno, consulenza e aiuto sia, oltre che una sana esigenza, anche una preziosa opportunità utile a scoprire e migliore le potenzialità di ogni singolo papà.

“Un padre molto presente aiuta lo sviluppo dei figli” 

Essere presente vuol dire dedicare attenzione, disponibilità e massima sensibilità alle loro esigenze, con affetto e dedizione. Questo favorisce anche il benessere complessivo della famiglia.

Concediti uno spazio! Prenditi cura di te e promuovi il benessere dei tuoi figli! Prenota il tuo colloquio.

Chiamami al 340.5197505. Oppure scrivimi a: info@antonellarocco.it

Ti aspetto!


DONNE E VIOLENZA

8 marzo Giornata Internazionale della Donna

 

ph. @Michela Medda Photos

Parlare di violenza contro le donne è sempre doveroso, perché è attraverso la diffusione d’informazione che si generano conoscenza e maggiore sensibilità. E’ solo così che, la lotta a difesa delle vittime di abusi fisici e psicologici, può stanare questo male ancora così frequente!

Tanto è stato fatto ma tanto ancora c’è da fare, per un fenomeno sociale ancora molto diffuso che oggi vede protagoniste 9 milioni di donne che hanno subito violenze fisiche o verbali.

I dati Istat, 2015-2016, ci rivelano, inoltre, che sono rimaste invariate le situazioni lavorative dove il ricatto sessuale verso le donne è utilizzato per fare carriera ed essere assunte.

Sono circostanze che hanno come protagonisti uomini, che usando il potere del ruolo ricoperto e approfittando della vulnerabilità di chi cerca un’occupazione o una promozione, chiedono in cambio una prestazione sessuale. Le vittime, in preda al terrore, preferiscono non denunciare e spesso sono costrette ad abbandonare quella posizione o a rinunciare alla carriera.

Anche gli uomini subiscono molestie sessuali, ma in numero minore, circa 3 milioni e 750 mila e in condizioni di minore gravità.

Per entrambi i sessi, le violenze, sono comunque agite, per la maggioranza dei casi (97%), da parte di uomini. Questo dato evidenzia che nella nostra società vige ancora una cultura maschilista e di abuso di potere, in cui gli uomini assumono tuttora un atteggiamento di “possesso” nei confronti della mente e del corpo dell’altro (sia esso maschio o femmina).

Ritengo che sia molto positivo che l’informazione, oggi, dia ampio spazio a questo tema, anche attraverso le testimonianze dirette, che documentano non solo gli scempi subiti, ma come la vita di queste persone e delle loro famiglie sia stata compromessa per sempre.

E’ vero che un mutamento c’è stato: sono aumentati le associazioni e i centri antiviolenza, i media ne parlano più spesso; si è intervenuto con le leggi. Sono evidenti una maggiore condanna sociale e una minore solitudine delle donne.

Manca ancora però un cambiamento radicale, sul piano culturale, tale da sconfiggere definitivamente questo disagio ancora così incidente nella nostra società.

Credo che, il primo luogo dove bisogna progettare una maggiore sensibilizzazione del fenomeno della violenza, sia nelle scuole. I ragazzi, oggi, devono essere resi consapevoli delle conseguenze disastrose di questo fenomeno sociale.

Inoltre, troppo spesso, ho sentito testimonianze che riportano che le risposte ricevute, da parte delle vittime, nel momento in cui si è trovato il coraggio di chiedere aiuto, sono state “ingenue”. Terzi hanno sottovalutato la gravità di quanto accadeva. Dichiarano che si è cercato di “mettere le cose a posto” provando a “pacificare certe situazioni”; lasciatelo fare a un professionista, che con la sua competenza, possa avere un giudizio più obiettivo sulla gravità della situazione, evitando che questa degeneri in modo irreparabile, come si è assistito in molte occasioni.

Quando una donna dichiara di essere spaventata, la situazione non va mai sminuita. L’ascolto e la raccolta della denuncia, di quanto sta accadendo, sono doverosi, sempre!

Le autorità competenti devono essere ancora più consapevoli delle tragedie che si continuano a consumare; gli amici, i parenti, i conoscenti devono esporsi e non celarsi dietro un clima omertoso, perché così facendo divengono complici. Noi donne dobbiamo denunciare e chiedere aiuto! Senza vergogna e senza timore, perché la vera paura bisogna averla essendo consapevoli di quello che di peggio succederà dopo; e non alle altre donne, ma a noi! A te!

PERCHE’ NELLE SITUAZIONI DI MALTRATTAMENTO E VIOLENZA NON VALE LA PROMESSA CHE NON ACCADRÀ ANCORA, O LA MINACCIA DI POTER RICEVERE PIU’ MALE!

Denunciare e punire questi abusi servirà e salverà altre donne a non essere ancora vittime. Utilizzate qualsiasi canale abbiate a vostra disposizione! Non siete sole!

Ci tengo a concludere evidenziando che, chi subisce violenza, riporta molteplici danni, sia fisici che di salute mentale. Le donne, vittime di tali abusi, tendono ad assumere alcool e droghe, oppure assumono comportamenti rischiosi. La violenza può anche influenzare la percezione del proprio corpo, e portare a soffrire di disordini alimentari.

Gli effetti a lungo termine sulla salute mentale causati dalla violenza di genere possono includere problemi come disturbo da stress post-traumatico, depressione, ansia. Difficoltà che, interferendo con la quotidianità, possono peggiorare nel tempo e possono comportare tendenze suicide e fenomeni di autolesionismo. Altri effetti possono essere: la tendenza a chiudersi nei confronti degli altri, il non voler fare cose che una volta piacevano e avere una scarsa autostima.

Diffondiamo il messaggio di DENUNCIARE, prima che sia troppo tardi. Sosteniamo chi decide di mettere in salvo la propria esistenza. Così facendo si aiuterà anche la persona abusante, perché anche lei ha bisogno di aiuto, un aiuto che non arriverà mai del silenzio delle vittime!

Dott.ssa Antonella Rocco


Segreto patogeno e “cura d’anime” oggi

Giorni fa, qualcuno, mi ha detto:

“Voi psicologi siete come padri confessori in una versione laica e moderna”

Ho subito pensato: “Beh, se è vero che accolgo i racconti delle persone con cui sono in stanza di terapia, che mi vengono “confessati” e che, per la maggior parte dei casi, sono condivisi solo con me (e ai quali io sono deontologicamente tenuta a legare il dovere del segreto professionale)”. Allo stesso modo, è pur vero che, io non assolvo dal “peccato”. Diversamente, consapevole del valore clinico dello svelamento, che si evidenzia dall’espressione di un immediato senso di liberazione, lavoro sulla comprensione dell’importanza di ciò che non è stato espresso in modo diretto dalla persona fino a quel momento. In effetti, però, un nesso c’è…

La storia dello svelamento di un segreto ci conduce indietro nel tempo fino alla pratica della confessione che, come la preghiera, il voto e il pellegrinaggio, è stata assunta dalla Chiesa cattolica da altre religioni. In seguito, i riformatori protestanti, rinunciarono alla tradizione della confessione e si occuparono di cura delle anime: attraverso lo svelamento di un segreto doloroso, si riusciva ad aiutare le “anime afflitte” a superare le proprie difficoltà. Ciò, si narra, avveniva per mezzo di una certa capacità spirituale posseduta da questi ministri del culto protestante. Questi si attenevano all’assoluta segretezza di quanto conosciuto.

Più tardi, prima con i magnetisti e l’utilizzo del sogno magnetico e poi con gli stati di trans indotti dall’ipnosi, il segreto patogeno e il suo trattamento si laicizzarono, fino a quando il primo medico, Moritz Benedikt, organizzò in forma sistematica la conoscenza del segreto patogeno e la sua elaborazione in psicoterapia. La cura avveniva prima con lo svelamento del segreto e poi con la risoluzione dei problemi a esso collegati. Infine, la psichiatria moderna si occupò dei casi di segreti patogeni inconsci, con i casi clinici di Freud e Jung. Quest’ultimo riteneva che l’esplorazione dei sogni ad occhi aperti, delle fantasie, delle ambizioni represse e dei desideri frustrati fosse un lavoro fondamentale per una psicoterapia completa.

Quindi, è vero che una relazione, seppure racchiusa nei cicli di storia, esiste ed è all’origine della pratica della moderna psicologica.

Il terapeuta, oggi, è uno specialista, formato professionalmente, che applica delle tecniche specifiche alla conoscenza clinica e si attiene al segreto professionale. È colui che riesce ad andare oltre la “maschera del personaggio” per scoprire la persona e attraverso lo strumento della restituzione, attraverso se stesso, fa risuonare le voci interiori delle persone che incontra nella sua esperienza professionale: i pazienti.

Spesso, nella stanza di terapia, emergono racconti di desideri ritenuti inappagabili. A volte, i desideri celati, sono impulsi tendenti alla realizzazione della propria personalità e pertanto hanno un grande valore. Il non-detto, diventa esprimibile verbalmente durante il colloquio e per questo elaborabile e quindi comprensibile.

Due aspetti sono importanti del segreto: 1) i molteplici modi in cui si esprime anche involontariamente 2) la guarigione, rispetto al sentimento “della liberazione dal peso”, che non dipende solo dall’intervento della psicoterapeuta ma dalla scelta libera e volontaria del paziente che esprime la propria responsabilità.

Per quanto riguarda la nostra quotidianità, invece, sappiamo che la vita di ognuno si caratterizza per una continua scelta tra lo svelamento di se stessi e il desiderio di nascondersi. Tutti abbiamo i nostri segreti, il desiderio di confessarli ma anche quello di tenerli celati. Ogni giorno, viviamo in un discreto equilibrio, cui siamo arrivati attraverso una soluzione più o meno soddisfacente. Ricordate quando durante l’infanzia lo sguardo degli adulti sembrava penetrarci e guardarci dentro come se fossimo trasparenti? Quale grande conquista quando, tutti tremanti, ci siamo arrischiati a raccontare la prima bugia e abbiamo scoperto che oltre un certo confine c’eravamo solo noi e nessun altro, sentendoci finalmente soli in questo territorio intimo. Questo genuino essere soli con se stessi rappresenta la base per poter avere un rapporto genuino con gli altri, anche se non si è completamenti svelati.

Ho riconosciuto che, anche alcune opere letterarie, ci narrano storie di segreti patogeni e conoscenze psicologiche. Ad esempio: Le Confessioni di sant’Agostino, La lettera scarlatta di Hawthorne, La donna del mare di Ibsen.

Così, quell’affermazione, giorni fa, mi ha portato a una riflessione che ho deciso di condividere con voi.

E tu che rapporto hai con i segreti? Ne avete? È difficile parlarne? Con chi lo fate? E perché?

Dott.ssa Antonella Rocco

 

 

 

 

 


Due motivi per NON seguire il mio blog

Benvenuti a tutti e…

ecco due motivi per non seguire il mio blog

Vi starete sicuramente chiedendo perché scrivere due motivi per non leggere il mio blog. Bene!
Perché possiate porvi delle domande alla ricerca di alcune risposte e approfondimenti.
Ho deciso di creare un Blog, che riterrò il mio salotto in cui inviterò tutti voi ad accomodarvi, che possa differenziarsi e che vi regali delle sorprese nelle pagine che verranno…
Ecco allora i due motivi:
1.  Non vi terrò impegnati tutti i giorni con la pubblicazione di post brevi ed insignificanti, non sarò preoccupata di sollecitare quotidianamente la vostra attenzione. Nel frattempo sai che sarò personalmente impegnata a curare il materiale di cui discuteremo.
2.  Non offrirò soluzioni “magiche” ai vostri problemi o incantesimi cui potersi affidare on line. Se stai affrontando un problema e hai bisogno di aiuto, chiamami pure per un incontro.

Benvenuto

a chi ricercherà in queste pagine spunti, idee e approfondimenti utili al proprio
arricchimento personale.

Vi terrò aggiornati su incontri, corsi e altri appuntamenti in cui potrete trovarmi e a cui poter partecipare.

Attualmente ricevo presso il poliambulatorio “Fisiomedica Mogliano Srl”, a Mogliano Veneto; e presso il “Centro di Psicoterapia”, a Mestre.

Mi occupo di percorsi di remise en form e dimagrimento attraverso progetti di psico-nutrizione, in questo momento presso, il “Centro Dimensione Benessere” a Conegliano, Treviso, in collaborazione con una biologa-nutrizionista e il team del centro.

Sto organizzando assieme ad un personal trainer specializzato in discipline olistiche un corso di “Tecniche di rilassamento psico-fisiche” che si terrà prossimamente.

Dott.ssa Antonella Rocco